Il tuo nome vero: lo vedranno le persone che lavorano con te, non i tuoi clienti.
Quale email metto?
La tua, personale. Quella che leggi tutti i giorni sul telefono — anche una Gmail va benissimo.
Questo accesso sei tu, non l’azienda. Se un domani vendi l’attivita’, cambi socio o assumi qualcuno, l’attivita’ passa di mano e il tuo accesso resta tuo.
L’indirizzo dell’azienda (info@, amministrazione@) si mette dopo, dentro l’attivita’: e’ li’ che serve. Se lo metti qui e la casella la legge anche un’altra persona, quella persona puo’ rifarsi la password ed entrare al posto tuo.
Serve che sia un indirizzo che leggi davvero: e’ l’unico modo per rientrare se dimentichi la password.
Come scelgo una password che non dimentico
La cosa migliore: fattela generare, e non impararla a memoria. Il telefono e il computer hanno gia’ un gestore di password incluso, gratis, e quando arrivi qui sotto ti propone da solo una password a caso, lunga e con dentro maiuscole, numeri e simboli. La salva lui e te la rimette lui quando torni: non devi ricordarla.
- iPhone, iPad, Mac: l’app Password di Apple (prima era il Portachiavi iCloud).
- Windows, Edge: il gestore delle password di Microsoft, dentro il browser e in Authenticator.
- Android, Chrome: il Gestore delle password di Google.
Una fatta da loro e’ molto piu’ robusta di qualunque cosa ci inventiamo noi due, perche’ e’ davvero a caso e non somiglia a niente.
Se preferisci sceglierla tu: tre o quattro parole di seguito piu’ una maiuscola, un numero e un simbolo. Per esempio Forno legna martedi 7!: e’ lunga, te la ricordi, e regge molto piu’ a lungo di Pizza2026!, che e’ corta e fatta col solito stampo.
Quello che non aiuta: il nome dell’attivita’, la data di nascita, la stessa password che usi gia’ altrove. Se quell’altro sito viene bucato, si entra anche qui.
Qui dentro ci saranno i dati dei tuoi clienti. La password non la sappiamo nemmeno noi: di quello che scrivi resta solo un’impronta da cui non si torna indietro.
Non si paga niente adesso, e non chiediamo nessuna carta.